0 0
Read Time:2 Minute, 52 Second

Il linguaggio al centro di una rivoluzione possibile

Seguiamo e apprezziamo da tanto il suo lavoro e siamo davvero felici di questo incontro con la sociolinguista Vera Gheno. In questo spazio parleremo del potere delle parole per costruire una società davvero all’altezza di tutte e tutti.

Una donna bianca eterosessuale cisgender di mezza età, con una figlia di quattordici anni, che ha avuto la fortuna di vivere in posti diversi e di studiare. Questo l’ha aiutata ad acquisire consapevolezza di detenere una bella serie di privilegi, e a cercare quindi di rimettersi e rimetterli in discussione. E il suo mezzo prevalente nel mettere in discussione sé e il sistema che l’ha prodotta è quello della riflessione sulla lingua, dato che questo ha studiato.

Esistono parole giuste e parole sbagliate a priori?

Io penso di no. Penso che ogni parola viva nell’interazione tra contesto, interlocutori e intenzioni comunicative, e che sia errato pensare che cancellando alcune parole o usandone altre si possano risolvere i problemi della società. Diciamo che società, realtà e lingua vivono in un intreccio tale per cui non andrebbero separate, ma osservate assieme, nella loro complessità, e che l’optimum si ha quando società, realtà e lingua si danno una mano a vicenda.

Cosa rappresenta il linguaggio per noi esseri umani?

Il centro stesso della nostra umanità, la nostra caratteristica più “umana”, che ci rende esseri narranti e narrati, in grado di trasmettere le informazioni e il sapere in una maniera unica, economica ed efficace, ossia tramite la parola.

Perché mi sono resa conto di quanto ci sia bisogno, in una società sempre più diversificata, di ragionare sulle discriminazioni che si riverberano negli usi linguistici, e che a lungo abbiamo per molti versi date per scontate. Prima di tutto, ho capito io quanto fossi piena di stereotipi e di pregiudizi; e quindi, perché non condividere con altre persone il mio percorso di consapevolezza?

"Ogni lingua è di chi parla; di conseguenza, siamo tutti responsabili del suo stato di salute". Quanto è difficile da adulti/e modificare il proprio linguaggio e quale è la molla capace di generare questo cambiamento?

Sicuramente è difficile cambiare, perché noi esseri umani siamo molto abitudinari (anche se poi, alla bisogna, siamo in grado di adattarci). Forse la chiave è proprio la necessità: riusciamo a cambiare quando ne sentiamo o ne vediamo il bisogno. A volte, secondo me, può aiutare vedere che altre persone hanno bisogno di un certo cambiamento, e smettiamo di pensare solo al nostro benessere personale. In fondo, come diceva John Dunne, nessun uomo è un’isola.

"La vera libertà di una persona passa dalla conquista delle parole: più siamo competenti nel padroneggiarle, più sarà completa e soddisfacente la nostra partecipazione alla società della comunicazione". Che rapporto c'è tra linguaggio e democrazia?

C’è un rapporto molto stretto, perché la democrazia richiede che ogni suo membro sia in grado di partecipare alla vita della città in senso lato (la polis); e tale vita partecipativa passa in maniera sostanziale dalle parole. A che specie di cittadinanza attiva si può aspirare se non si è in grado di comprendere ciò che ci dice chi ci governa, o se non si è in grado di contestarlo, ma con cognizione di causa? Parafrasando Tullio De Mauro, la democrazia ha bisogno di persone che sappiano governare le parole. 

Happy
Happy
100 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.