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Roma si racconta attraverso le donne: le voci femminili protagoniste di “Roma a voce aperta”

Da Serena Dandini a Michela Ponzani, passando per le narrazioni di Caterina Brazzi e Valeria Danesi: la rassegna culturale attraversa la Capitale tra letteratura, teatro, storia e memoria, con dodici appuntamenti gratuiti dal 27 ottobre al 21 novembre.

Di chi è la voce con cui raccontiamo una città? Chi sceglie quali storie tramandare, quali figure ricordare e quali esperienze rendere parte della memoria collettiva?

Sono domande che acquistano un significato particolare quando a raccontare Roma sono le donne. Perché la storia di una città non è fatta soltanto di monumenti, grandi eventi e personaggi illustri, ma anche di sguardi, esperienze e narrazioni femminili che hanno contribuito a costruirne l’identità.

È anche attraverso questa prospettiva che si può leggere “Roma a voce aperta”, la rassegna culturale de Il Posto delle Fragole, che dal 27 ottobre al 21 novembre 2026 propone dodici appuntamenti gratuiti tra letteratura, teatro, conferenze-spettacolo e passeggiate narrative.

Un programma che invita ad attraversare la Capitale con occhi diversi, restituendo centralità alle parole, alla memoria e alle storie.

Serena Dandini: la letteratura incontra la memoria della città

Ad aprire questa nuova fase della rassegna sarà Serena Dandini, martedì 27 ottobre alle ore 19:00, all’Ossario Garibaldino, con la presentazione del suo libro C’era la luna.

Autrice, scrittrice e conduttrice, Dandini è una delle voci più riconoscibili della cultura italiana, capace di attraversare linguaggi differenti mantenendo uno sguardo attento sulla società e sulle sue contraddizioni.

La scelta dell’Ossario Garibaldino, luogo simbolico della memoria cittadina, crea un incontro significativo tra letteratura e spazio pubblico. Un’occasione per riflettere anche sul ruolo della narrazione nel costruire un dialogo tra passato e presente.

Le donne che hanno raccontato Roma: una storia da riscoprire

Tra gli appuntamenti più significativi in questa prospettiva spicca “Le donne che hanno raccontato Roma”, la conferenza-spettacolo di Caterina Brazzi, in programma venerdì 30 ottobre alle ore 19:00 presso la Facoltà Valdese di Teologia.

Il titolo suggerisce un cambio di prospettiva: non soltanto le donne come soggetti della storia, ma le donne come protagoniste della sua narrazione.

Perché raccontare una città significa anche scegliere quali memorie conservare e quali restituire alla collettività.

Dare spazio agli sguardi femminili permette di ampliare il racconto urbano, riconoscendo il contributo delle donne alla vita culturale e sociale della Capitale.

È un esercizio di memoria, ma anche un modo per interrogare il presente: quali storie conosciamo e quali, invece, continuano a rimanere ai margini?

Michela Ponzani: la memoria e le parole rivolte al futuro

Un altro appuntamento da segnalare è quello di mercoledì 11 novembre alle ore 18:30, presso la Libreria Mondadori di Piazza Cola di Rienzo, dove Michela Ponzani e Walter Veltroni incontreranno il pubblico per la presentazione del libro Piccola mia. Lettera a una bambina appena nata, pubblicato da Rizzoli.

La presenza di Ponzani, storica impegnata nella divulgazione e nel racconto del Novecento, offre un’ulteriore occasione per riflettere sul valore della memoria e sulla responsabilità di trasmetterla alle nuove generazioni.

Il dialogo tra storia, letteratura e futuro diventa così parte di un percorso più ampio, nel quale la cultura si propone come strumento per comprendere il mondo e immaginare nuove possibilità.

Caterina Brazzi e Valeria Danesi: donne che raccontano la città camminandoci dentro

C’è poi una dimensione particolarmente interessante della rassegna: quella delle passeggiate narrative, in cui Roma smette di essere soltanto lo sfondo degli eventi e diventa protagonista del racconto.

A guidare il pubblico sono Caterina Brazzi e Valeria Danesi, attraverso sei itinerari che attraversano quartieri, monumenti e trasformazioni storiche della Capitale.

Dal Pincio all’Isola Tiberina, da Trastevere ai luoghi del potere, le passeggiate propongono un’esperienza culturale che unisce conoscenza e partecipazione.

Il valore di questi appuntamenti sta anche nella possibilità di riappropriarsi simbolicamente dello spazio urbano attraverso il sapere e la condivisione.

Camminare nella città, ascoltarne le storie e imparare a riconoscerne le tracce significa costruire un rapporto più consapevole con il patrimonio culturale.

Cambiare cultura significa cambiare anche il modo di raccontare

La presenza delle donne nel programma di “Roma a voce aperta” offre l’occasione per una riflessione che va oltre il calendario degli eventi.

Per troppo tempo il racconto pubblico della storia e della cultura ha privilegiato determinate voci, lasciandone altre in secondo piano. Recuperare le narrazioni femminili significa non soltanto riconoscere il contributo delle donne, ma arricchire la memoria collettiva di esperienze, interpretazioni e punti di vista.

Da questo punto di vista, la cultura può diventare uno spazio di trasformazione: uno strumento per mettere in discussione gli stereotipi, ampliare le rappresentazioni e favorire una partecipazione più inclusiva.

Ed è proprio questa la prospettiva che ci interessa raccontare su Cambiamo Cultura: una cultura che non si limita a essere fruita, ma che può contribuire a cambiare il modo in cui guardiamo la società.

Perché dare voce alle donne non significa aggiungere qualche nome femminile a un programma culturale. Significa riconoscere che senza le loro storie il racconto della città rimane incompleto.


Informazioni e prenotazioni

Roma a voce aperta
Dal 27 ottobre al 21 novembre 2026
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

📲 Telefono e WhatsApp: 328 669 2116
📧 gabrielemanili6@gmail.com
🌐 www.ilpostodellefragoleteatro.it

Il progetto è promosso da Roma Capitale ed è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

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