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Domenica 26 giugno dalle ore 11,00 alle ore 17,00 presso gli orti della Casa del Parco di Via Vicovaro a Roma sarà possibile partecipare alla giornata di presentazione del laboratorio “Le Selvatiche, il fiore d’orniello e le geografie naturali della casa del parco” tenuto durante l’anno da Maria Chiara Calvani.

Sarà una giornata particolare...

Sarà una giornata particolare perché si potrà passeggiare tra gli orti della casa e scoprire tra una verdura e un’erba odorosa le cartelle delle allieve del corso di “Tecniche dell’acquerello applicate allo studio delle erbe selvatiche”,  dentro cui si potranno scoprire le tavole realizzate che ci trasporteranno in mondi di creature del prato raccontati da artisti, botanisti e naturalisti che nel corso della storia hanno trasferito su carta e fatto viaggiare in forma di enciclopedie, erbari ed insettari. Parliamo di Jan Van Kessel, Carl Nilsson Linnaeus, Georg Dionysius Ehret, dei Fratelli Bauer, Elisabet Blackwell, e tantissimi altri autori. Durante il corso ne abbiamo studiato le biografie, sperimentato le palette cromatiche e il segno grafico, ci siamo divertite ad osservare con la lente alcuni dettagli di minuziose stampe antiche estrapolate dagli erbari.

I seminari di disegno

I seminari di disegno hanno attraversato le forme e i colori di Albrecht Durer, di Leonardo da Vinci, hanno esplorato i taccuini di Margaret Mee. Alcuni seminari sono stati incentrati sulla lettura di poesie di autori che hanno fatto del mondo del selvatico un luogo di partenza per intraprendere la ricerca di un linguaggio dell’anima: Emily Dickinson, Louise Gluck, Dante Alighieri. Gli orti, i giardini e le aree verdi intorno alla casa, sono stati le geografie naturali che hanno accolto il gruppo di lavoro, che non solo si è riconosciuto nell’esperienza di apprendimento che accompagnava spesso i sabati mattina, ma anche nello stare insieme e condividere un’esperienza di incontro, un’esperienza in cui il colore è il primo che si scioglie, seguito dal sorriso e dai racconti reciproci fatti durante la pausa o all’arrivo

Il corso non è soltanto un luogo in cui si apprende una tecnica, ma uno spazio in cui ci si conosce e si riconosce l’altro, insegnandosi ad essere reciprocamente gruppo. La pausa, il cibo condiviso, le marmellate alla frutta assaporate a metà mattinata e l’accoglienza ricevuta dai ragazzi della Casa del Parco hanno fatto il resto.

Maria Chiara Calvani

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Il titolo della giornata di domenica è lo specchio di ciò che accade quando una comunità si apre

come un orto che si apre alle creature che arrivano e dare e ricevere nutrimento, accogliendo le sorprese. E come una sorpresa sarà con noi il laboratorio di “NonSoloVoce” diretto da Francesca Ferri, che da anni fa del cantare insieme in un contesto conviviale urbano la cifra della sua sperimentazione, civile e sociale.  Cosa vuol dire, oggi, riscoprire e cantare insieme canti antichi e legati al mondo naturale, al lavoro negli spazi ampi della campagna? Cosa cambia nella percezione della nostra città e di noi gruppo che ci vive?. Trovando spazio tra le selvatiche queste voci ci sapranno raccontare storie di mondi e culture scomparsi ma presenti ancora nelle forme di coralità a cui i componenti del coro daranno vita. Alcuni canti parlano proprio di fiori selvatici come, appunto, il “fiore d’orniello”; altri, di lavoro, quel lavoro antico come l’uomo quello del contadino che lavora la terra che produce cibo buono, difficile da vedere nelle nostre metropoli, ma che piccole isole come la casa del parco ci mostrano ancora come una lente di ingrandimento su qualcosa di prezioso che va coltivato e tramandato.

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