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Cantante, autrice musicale e teatrale. Per anni leader dei Bianca Blues & i 7 Soul, fonda nel 2014 la Sara Berni Blues Band, considerata dall’House of Blues italiana la migliore band rappresentativa del genere per il nostro paese e da allora programmata ogni mese. Scelta per rappresentare il Blues nel Festival dell’Arte Americana in Italia “OnStage!Festival”, tra le collaborazioni vanta Dean Bowman, solista degli Screaming Headless Torsos e Tom Griesgraber. Nel 2000 apre un concerto di Sting a Città del Capo. Messa in onda molte volte in “The Finest Ingredients”(UK), programma dedicato alla migliore musica Soul mondiale; “Certificato di merito” dal Billboard Song Contest americano; prima modella-cantante per l’ Alta Moda; corista (live e discografia) e spalla per i più grandi artisti italiani; turnista per RDS, Radio Capital, Rai e Mediaset; prestavoce per la Dance internazionale; solista su Radio 2 RAI a “SuperMax” con Max Giusti. Tantissime le rassegne e Festivals a cui ha partecipato, come FarfaVoice Music Fest, Montepulciano Blues Festival, Ferentino Acustica e Castiglione Guitar Festival in duo con Daniele Bazzani, Termoli Jazz Festival, Natale in Jazz Agrigento, Anno Domini Multifestival, Miss Italia, Le Città del Jazz, e i premi vinti con Vocintransito come Gospel Jubilee Festival, Teate Gospel Festival, Voceania. Partecipa a “Jazz for Children” per “Save the Children” e al Concerto per le donne rifugiate politiche in Italia, è testimonial della campagna per le adozioni a distanza della CIAI (Centro italiano aiuti all’infanzia). “VeganSoul” è stata la sua prima idea per devolvere a favore degli animali in difficoltà fondi per le loro cure attraverso la musica dal vivo. Artista rappresentante del rispetto per tutte le creature al Torino Veg Festival, Volterra Veg Fest, Festival Vegetariano di Gorizia, Rieti Veg Fest (con Veggie Channel di cui è anche Testimonial), e all’ Animal Aid, il più grande concerto a favore dei diritti degli animali, tenutosi in Piazza del Popolo a Roma nel 2015. 4 cd da solista all’attivo.  Autrice e direttrice degli spettacoli teatrali “Chandra Devi: Viaggio Alla Scoperta Di Se’ Stessi”; “Storie INCREDIBILI di Anima-LI DIVERSAMENTE ABILI” e, con Econauta, “Razza Bastarda, volti da tutto il mondo”.

In cosa consiste il tuo nuovo progetto?

Ho sempre voluto fare della musica una guarigione fattiva, perché questo è la musica per me. E credo che soprattutto in questo momento storico ci sia un profondo bisogno di magia e guarigione.

Pochi mesi fa mia madre mi ha lasciato per il covid e il giorno in cui è volata via mi ha fatto promettere di non rinunciare ai miei sogni sulla musica. Il mio disco “vero” infatti, quello scritto da me intendo, per quanti ne abbia registrati finora, non sono riuscita a farlo ascoltare proprio a lei che era la mia più grande fan. 

Questa perdita mi ha ricordato che non c’è sempre tempo, anche se oggi sembra il tempo sbagliato. E siccome non posso sapere quanto tempo avrò, devo pensare “adesso” che al mondo vorrei lasciare Bellezza prima di andarmene. 

Quindi ho deciso di fare una raccolta fondi per realizzare questo disco, e restituire alla musica, attraverso di esso, la centralità che le spetta nelle nostre vite, come strumento di nutrimento, consapevolezza e ricerca d’anima.

Q&A Project infatti, questo il nome della mia band, vuol dire “Domande e Risposte”. Sono sempre state il leitmotiv della mia vita, una continua ricerca interiore ed esteriore. Questo disco sarà un viaggio fatto di storie trasformative, tra ingenuità che cadono e nuove sfide, miracoli quotidiani e bellezza, sonni, sogni, e risvegli, maestri umani e non, attese che finiscono.

Ad accompagnarmi ci saranno quattro musicisti che non hanno bisogno di presentazioni: Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al basso, Giovanna Famulari al violoncello, Valerio Vantaggio alla batteria. Ho rubato al Jazz questi cuori, mani, e menti straordinarie, per dare a ciò che potrei chiamare “Nu Soul” il vestito più adatto ed eclettico, tinto di blues, funk, rock, pop, musica indiana, gospel, e tutte le influenze crossover che la mia anima negli anni ha toccato. Per navigare tra mondi diversi fino a crearne di nuovi. 

Chi mi conosce sa che poi ho sempre voluto fare della musica la comunicazione al servizio dei più deboli, quindi spero che questo disco sia anche il primo passo x portare in teatro uno spettacolo di arti miste che sto scrivendo sulla disabilità umana, l’alzheimer e le demenze, e che spero aiuterà tante persone sia nel cuore che nei fatti, aprendo le coscienze a nuovi punti di vista e nuove speranze come solo l’arte sa fare, in modo che il percorso di mamma, che a soli 65 anni si è ammalata di demenza, non sia stato vano.

Quanto è difficile - e perché a tuo avviso - affermarsi nel mondo della musica in Italia?

In linea generale molto difficile. Il mondo della discografia è in crisi da tanto tempo, con l’avvento del digitale è subentrato il concetto che la musica deve essere “per tutti” e quindi gratuita, ma per “fare musica” le persone che lavorano a questo devono investire la vita, il tempo, il denaro, è un lavoro a tempo pieno…non retribuito. Finchè questo concetto non tornerà ad esser chiaro gli artisti continueranno a morire, e così le novità, la cultura.

Basti pensare che i lettori cd oggi sono irreperibili, li hanno tolti perfino dalle automobili, e i vinili costano tantissimo e si vendono solo agli appassionati… oggi fare un disco dicono “non valga la pena”. Non è terribile?… si producono normalmente dei singoli e si investe sulle visualizzazioni. In pratica invece di essere pagati per il lavoro fatto si paga affinchè venga ascoltato gratis dal maggior numero di persone possibile nella speranza che questo produca concerti. Concerti fermati poi dalla pandemia che ha chiuso centinaia di locali di musica dal vivo (persino l’House of Blues italiana, marchio internazionale attivo da decenni e questo dovrebbe far riflettere purtroppo). La vera ripartenza è ancora lontana nonostante l’apparenza.

 Se parliamo di emergenti, se non sei un nome affermato e proponi la tua musica originale dal vivo normalmente non vieni pagato perchè in cambio della tua esibizione “ti viene offerta visibilità”. A questo sottostanno le nuove generazioni.

Penso sia chiaro che il problema, soprattutto in Italia, è che il fare musica e arte in generale non è considerato un lavoro. Eppure siamo il paese dell’opera e della cultura…in teoria.

Nei paesi che risconoscono alla cultura un valore reale ci sono sussidi per gli artisti, incentivi per i locali… sarebbe fondamentale valorizzare le nostre risorse artistiche per la sopravvivenza stessa dell’italia. Ma basta pensare a cosa abbiamo e come gestiamo persino l’architettura…

Ad ogni modo io in particolare ho sempre perseguito una strada mia, non ho mai sottostato a certe regole, perchè sono e rimango un sognatore, affiancato da un pubblico di sognatori come me.

In più di 30 anni di carriera ho solo cercato di creare costantemente bellezza e di portare consapevolezza nel pubblico e negli addetti ai lavori affinche l’arte sia riconosciuta come nutrimento d’anima e quindi… di importanza vitale, nel senso letterale del termine.

Scrivo in inglese perchè amo profondamente il suono di questa lingua, la musica nera… e questo mi ha sempre tagliato fuori dal mondo della discografia pop italiana. Fanno eccezione le etichette jazz o filo-jazz sia italiane che internazionali che spero, una volta realizzato questo disco, potranno essere interessate al mio progetto cross-over.  Ma l’importante ora è realizzarlo! 

 

Come possiamo sostenere il tuo progetto?

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva qualcuno. Ecco, questo disco per me è il primo passo. Un primo passo impossibile “da soli” se non esistono più i produttori, perché da troppo tempo la musica soffre… ma grazie al cielo esistono ancora le persone che “ascoltano” la musica e vogliono continuare a farlo!

Quindi per chi vuole essere il mio “piccolo produttore” può partecipare alla realizzazione di questo disco andando sulla piattaforma Eppela e cercando Sara Berni, oppure cliccando direttamente qui https://www.eppela.com/projects/8105.

All’interno del crowdfunding si può ascolare un anteprima live del progetto, vedere i commenti, i video, gli aggiornamenti e tanto altro.

Si può donare scegliendo un regalo o un servizio in cambio: dal riconoscimento come “producer” su calamita o all’interno del cd, al disco online e a quello fisico; dal libretto dei testi alle lezioni di canto; dal biglietto per un live segreto al caffè in un bar del centro; dal vocal couching a un concerto privato in esclusiva… insomma spero di aver avuto idee carine per dire Grazie di cuore a tutti.

Ovviamente si può comunque donare anche al di là delle ricompense, stabilendo importi piccolissimi a propria scelta con il tasto “contribuisci”. E si può donare anche in forma anonima.

La piattaforma accetta direttamente solo carte di credito o ricaricabili. Per avere postepay o paypal o iban basta mandarmi un messaggio dal tasto apposito.

Partecipare ORA è la cosa più importante per riuscire a raggiungere l’importo finale e realizzare il disco. La raccolta ha passato il 60% in un mese e questo mi ha dato l’opportunità di iniziare le registrazioni e di mandarla avanti per poter raggiungere il 100% entro un altro mese.

Ogni aiuto, anche piccolissimo è prezioso, non pensate a “quanto”, pensate a “ora” e invitate altre persone a farlo, condividete. Ognuno è un aiuto prezioso.

… E se volete ascoltarci dal vivo, il 15 Luglio saremo all’ Ardea Jazz Festival!

Grazie di cuore a cambiamocultura, a Giulia Morello in particolare e ovviamente a tutti voi, 

Sara Berni

 

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