Il 12 giugno 2026, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, ha preso vita “Donne che cambiano il mondo”, una mostra multimediale costruita come un dialogo tra donne del passato e donne del presente.
Ventuno figure femminili che hanno lasciato un segno nella storia. Ventuno donne contemporanee chiamate a prestare loro la propria voce. Un percorso che mette insieme memoria, diritti, libertà femminile e cambiamento sociale, realizzato in occasione degli 80 anni del voto alle donne in Italia.
La mostra, illustrata da Elisa Pacitti, nasce all’interno di “RigenerAzioni – Le strade che cambiano il mondo”, progetto ideato da Dire Fare Cambiare APS e sostenuto da Autostrade per l’Italia, che utilizza arte, musica e narrazione per affrontare i temi dei diritti umani, dell’empowerment femminile e del contrasto alla violenza di genere.
Ventuno donne che hanno aperto nuove strade
La prima edizione della mostra riunisce donne provenienti da epoche, Paesi e ambiti molto diversi.
Ci sono Tina Anselmi, Pippa Bacca, Rachel Carson, Maria Grazia Cutuli, Samantha Cristoforetti, Angela Davis, Grazia Deledda, Nawal El Saadawi, Marielle Franco, Leymah Gbowee, Rita Levi-Montalcini, Wangari Maathai, Miriam Makeba, Teresa Mattei, Lidia Menapace, Nadia Murad, Rosa Parks, Wilma Rudolph, Greta Thunberg, Franca Viola e Malala Yousafzai.
Donne diversissime, accomunate dalla capacità di aver modificato lo spazio che era stato loro assegnato.
Alcune hanno cambiato la politica. Altre la scienza, la cultura, l’arte, i diritti civili, l’ambiente o il modo stesso in cui una società guarda alla libertà delle donne.
Quando una donna racconta un’altra donna
Il tratto originale della mostra è il dialogo tra generazioni.
A ogni protagonista è associata infatti la voce di una donna contemporanea. Il risultato non è una semplice ricostruzione biografica, ma una sorta di passaggio di testimone.
Tra le 21 voci coinvolte figurano artiste, attrici, musiciste, autrici e professioniste, tra cui Dolcenera, Erica Mou, Mariella Nava, Rossella Muroni, Cinzia Spanò, Gioia Salvatori, Assia Fiorillo e Giulia Morello.
La mostra nasce proprio dall’idea che il cambiamento non sia mai soltanto individuale, ma possa attraversare generazioni diverse attraverso la relazione e la condivisione delle esperienze.
Una mostra sui diritti delle donne
Gli 80 anni del voto alle donne sono il punto di partenza, non quello di arrivo.
“Donne che cambiano il mondo” invita infatti a interrogarsi anche sui diritti conquistati, su quelli ancora incompiuti e sulla possibilità che alcune conquiste considerate definitive possano essere nuovamente messe in discussione.
La cultura diventa così uno strumento per tenere viva la memoria, ma anche per leggere il presente.
Raccontare queste donne significa ricordare che molti dei diritti che oggi sembrano acquisiti sono il risultato di battaglie, scelte e rotture portate avanti da persone che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione ciò che sembrava immutabile.
Dal Campidoglio a una mostra destinata a crescere
Le ventuno protagoniste costituiscono il primo nucleo di un progetto destinato ad ampliarsi, accogliendo nuove storie di donne che hanno contribuito e continuano a contribuire al cambiamento.
La mostra nasce quindi come un archivio aperto e in continua evoluzione: uno spazio nel quale nuove voci e nuove biografie possono entrare progressivamente in relazione.
L’evento del 12 giugno in Campidoglio si è concluso con il concerto-reading “Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!”, dedicato alla performer italiana e costruito attraverso parola e musica dal vivo.
La mostra “Donne che cambiano il mondo” è una mostra ideata da Dire Fare Cambiare APS e realizzata con il sostegno di Autostrade per l’Italia nell’ambito del progetto “RigenerAzioni – Le strade che cambiano il mondo”.

