Premio Cambiare 2026
0 0
Read Time:2 Minute, 48 Second

Premio Cambiare 2026 nasce da un’idea di cultura che non si limita a rappresentare il mondo, ma prova concretamente a cambiarlo.

È da questa visione che prende forma Premio Cambiare 2026 – L’arte di cambiare il mondo, promosso da Dire Fare Cambiare APS: una piattaforma culturale nazionale che mette al centro l’arte come linguaggio di trasformazione, le comunità come protagoniste e la sostenibilità come pratica quotidiana.

Giunto alla sua quarta edizione, il Premio continua a crescere intrecciando creatività, cittadinanza attiva e responsabilità sociale, con l’obiettivo di rendere visibili quelle esperienze che, spesso lontane dai riflettori, costruiscono ogni giorno una società più giusta, inclusiva e consapevole.

Non un premio, ma un ecosistema culturale

Il Premio Cambiare non nasce come semplice riconoscimento, ma come spazio condiviso di narrazione e incontro. Un luogo simbolico – e reale – in cui artiste, artisti, cittadine e cittadini, scuole, associazioni e realtà del Terzo Settore possono raccontare il proprio impegno attraverso linguaggi diversi: musica, teatro, arti visive, pratiche educative, progetti sociali.

Lo spiega bene Giulia Morello, fondatrice di Dire Fare Cambiare e direttrice artistica del Premio: il cuore del progetto è trasformare i valori dell’Agenda 2030 in esperienze concrete, capaci di generare consapevolezza, partecipazione e impatto reale.

La prima fase del Premio è dedicata a Roma, con una cerimonia pubblica prevista in Campidoglio, grazie anche al patrocinio di Roma Capitale. Qui vengono premiate persone e realtà che incarnano, ognuna a modo proprio, l’arte di cambiare il mondo.

Otto categorie per raccontare il cambiamento

Le storie selezionate attraversano ambiti diversi ma complementari: arte e cultura, ambiente e sostenibilità, diritti, divulgazione, comunità, cittadinanza attiva. Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni, con menzioni dedicate al protagonismo giovanile.

Ogni vincitrice e vincitore riceve il VAIA Cube, un amplificatore naturale realizzato in legno di recupero dalle tempeste Vaia, simbolo di rigenerazione e resilienza, in collaborazione con VAIA. Un oggetto che diventa metafora: dalle ferite possono nascere nuove forme di bellezza e innovazione.

Una giuria plurale, tra arte e vita reale

Uno degli aspetti più interessanti del Premio Cambiare è il suo modello di selezione partecipato. Accanto a personalità del mondo artistico e culturale, siedono in giuria anche soggetti collettivi direttamente coinvolti nei progetti: uomini detenuti impegnati in percorsi creativi, donne protagoniste di laboratori musicali dopo esperienze di violenza, studentesse e studenti delle scuole.

Una scelta che ribadisce un principio forte: la cultura è un bene comune, e il cambiamento si misura anche attraverso chi lo vive sulla propria pelle.

Dal territorio alla rete nazionale

Dopo la tappa romana, il Premio si apre a tutta Italia attraverso una rete di festival partner che, tra giugno e dicembre 2026, ospiteranno tappe del Premio, mostre multimediali e momenti di confronto pubblico. Un modo per far viaggiare le storie, connettere comunità diverse e costruire un dialogo nazionale su sostenibilità, diritti e partecipazione.


In un tempo attraversato da crisi ambientali e sociali, il Premio Cambiare prova a indicare una direzione possibile: partire dalle persone, dare spazio alle pratiche culturali che generano cura, e trasformare l’arte in un atto politico nel senso più profondo del termine.

Perché cambiare il mondo, a volte, comincia da una canzone, da un laboratorio, da una storia condivisa.

Come raccontiamo spesso su cambiamocultura.it, la cultura può diventare uno strumento concreto di cambiamento sociale.
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *