Tina Anselmi

Tina Anselmi (1) (2)

Ascolta la storia di Tina Anselmi

raccontata da Cinzia Spanò

Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci

Tina Anselmi

Castelfranco Veneto, 25 marzo 1927 – Castelfranco Veneto, 1º novembre 2016

Tina Anselmi nasce nel 1927 a Castelfranco Veneto. Ha solo diciassette anni quando la guerra e l’orrore entrano con violenza nella sua vita: i nazifascisti la costringono ad assistere all’impiccagione di trentuno prigionieri partigiani.

È un momento che non dimenticherà mai. Da quel dolore nasce una scelta di campo: entra nella Resistenza con il nome di battaglia “Gabriella”. Fa la staffetta partigiana: percorre chilometri in bicicletta, porta messaggi, attraversa i posti di blocco. Rischia la vita ogni giorno, mossa da un’unica urgenza: la democrazia.

Dopo la guerra, Tina non torna semplicemente alla vita privata. Studia, diventa insegnante, entra nel sindacato e poi in politica. Nel 1976 segna la storia d’Italia: diventa la prima donna a ricoprire la carica di Ministra della Repubblica.

A lei dobbiamo riforme che oggi consideriamo naturali, ma che allora furono rivoluzionarie: la legge sulle pari opportunità e, soprattutto, l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Negli anni Ottanta affronta la sua sfida più difficile e solitaria: presiede la Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2. Lo fa con un rigore e una determinazione tali da attirarsi attacchi durissimi, ma non indietreggia di un passo.

Tina Anselmi non ha mai cercato il potere per sè stesso; ha scelto di assumersi responsabilità per il bene comune.

Ci ha lasciato un insegnamento fondamentale: la democrazia non è una conquista acquisita per sempre.

È qualcosa da costruire e difendere, ogni giorno.