Ascolta la storia di Pippa Bacca
raccontata da Irene Cerboncini
Pippa Bacca
Milano 9 dicembre 1974 – Gebze 31 marzo 2008
Pippa Bacca, nome d’arte di Giuseppina Pasqualino di Marineo, nasce a Milano nel 1974. Cresce in un ambiente intriso di stimoli creativi — è nipote dell’artista Piero Manzoni — e sceglie presto la performance come suo linguaggio d’elezione. Per lei l’arte non è un oggetto da osservare, ma un’esperienza che attraversa il corpo, i gesti e, soprattutto, la relazione con gli altri.
Viaggiare in autostop, per Pippa come per tutta la sua famiglia, è una pratica di vita consolidata. Prima ancora del 2008 aveva già girato mezzo mondo in autostop, mossa dalla convinzione che solo affidandosi all’incontro diretto si possa davvero conoscere l’umanità.
L’8 marzo 2008, Pippa dà inizio alla sua opera più ambiziosa: Brides on Tour – spose in viaggio. L’obiettivo è raggiungere Gerusalemme in autostop, partendo da Milano e attraversando undici paesi che avevano vissuto conflitti recenti e ne stavano faticosamente riemergendo. Per tutto il viaggio indossa un abito da sposa: un simbolo bianco di unione e di una fiducia radicale nel prossimo.
Lungo la strada, Pippa compie un rito umile e potente: lava i piedi alle ostetriche del posto. È un atto di cura e di riconoscimento per chi, anche in contesti segnati dalle ferite della guerra, continua a far nascere la vita. Il suo abito si sporca del fango e della polvere delle strade, diventando il diario visivo di un cammino che vuole ricucire i rapporti tra i popoli attraverso l’incontro diretto.
Il suo percorso si interrompe tragicamente in Turchia, nel marzo dello stesso anno. Ma la sua opera non si è fermata con lei. Nel tempo, il suo messaggio è stato custodito e rilanciato attraverso mostre, libri e documentari, trasformando quel viaggio in una domanda aperta sulle relazioni umane. Pippa Bacca ci ha lasciato in eredità una sfida difficile e necessaria: il coraggio di continuare, nonostante tutto, ad avere fiducia nell’altro.

