Marielle Franco nasce nel 1979 a Rio de Janeiro. Cresce nel complesso di favelas della Maré, una realtà segnata da profonde disuguaglianze che diventerà il centro del suo impegno politico e umano. Studia sociologia e consegue un master in amministrazione pubblica, scegliendo di mettere le sue competenze al servizio delle comunità delle periferie.
Nel 2016 la sua lotta entra nelle istituzioni: viene eletta consigliera comunale a Rio de Janeiro con oltre 46.000 voti. Durante il suo mandato, Marielle diventa la voce di chi non l’ha mai avuta, battendosi per i diritti delle donne, delle persone nere e della comunità LGBTQ+. Denuncia con coraggio le violenze della polizia nelle favelas e le durissime condizioni di vita di chi abita i margini della città.
Il 13 marzo 2018, Marielle affida ai social una domanda che attraverserà il mondo: “Quante altre persone dovranno morire perché questa guerra finisca?”.
Il giorno dopo, il 14 marzo, viene assassinata a Rio de Janeiro insieme al suo autista Anderson Gomes. La sua uccisione suscita una fortissima reazione in Brasile e a livello internazionale.
Oggi Marielle Franco è ricordata come una voce fondamentale nella difesa dei diritti umani e nella rappresentanza delle periferie. Il suo nome continua a essere pronunciato nelle piazze, nei movimenti e nelle lotte. Perché alcune voci, anche quando vengono colpite, continuano a restare.
