Ascolta la storia di Maria Grazia Cutuli
raccontata da Martina Zuccarello
Maria Grazia Cutuli
Catania, 26 ottobre 1962 – Sarobi, 19 novembre 2001
Maria Grazia Cutuli nasce a Catania nel 1962. Fin da ragazza ama scrivere, osservare, capire il mondo che ha intorno. Studia filosofia e inizia a lavorare nei giornali locali.
Poi il trasferimento a Milano, dove prosegue il suo cammino nel giornalismo, fino ad entrare, nel 1999, nella redazione esteri del Corriere della Sera. Sceglie di raccontare il mondo da vicino, nei luoghi dove è più difficile stare.
Per lei il giornalismo è anche una battaglia di emancipazione. Le donne, dice, non devono scrivere solo di moda o società. Possono, e devono, raccontare anche le guerre.
Viaggia, osserva, raccoglie storie. Per lei essere inviata significa guardare dove spesso nessuno vuole guardare.
Nel 2001 si trova in Afghanistan, dopo gli attentati dell’11 settembre. È lì per capire, per vedere, per testimoniare. Il 19 novembre viene uccisa in un agguato, mentre sta facendo il suo lavoro. Aveva trentanove anni.
Il suo impegno, però, non si è fermato in quella polvere. Nel suo nome è nata una fondazione e, nel tempo, hanno preso forma progetti dedicati all’infanzia e al diritto all’istruzione.
A Herat, in Afghanistan, è sorta una scuola intitolata a lei: un luogo dove bambine e bambini possono studiare e immaginare un futuro diverso. Nel 2025, a Kilifi, in Kenya, è stato completato il primo edificio di un centro di accoglienza per l’infanzia che porta il suo nome.
Un progetto ampio, con spazi per lo studio e per la cura: una mensa, una biblioteca, un ambulatorio medico. Luoghi concreti, dove la vita continua.
Maria Grazia Cutuli ha scelto di esserci. E ancora oggi, attraverso i semi che ha piantato, continua a guardare dove è necessario guardare.

