Angela Davis

Illustrazione dedicata ad Angela Davis

Ascolta la storia di Angela Davis
letta da Gioia Salvatori

“Non accetto più le cose che non posso cambiare. Sto cambiando le cose che non posso accettare.”
Angela Davis
Birmingham, 26 gennaio 1944 –

Angela Davis nasce nel 1944 in Alabama, in un’America ferita dalla segregazione. Filosofa e attivista, trasforma la sua mente in un’arma per i diritti civili. Negli anni Settanta, il potere tenta di fermarla: viene arrestata con accuse infondate e finisce nella lista dei criminali più ricercati dall’FBI. Ma quel tentativo di silenzio fallisce: le sbarre della sua cella diventano trasparenti e il suo nome si trasforma in un grido globale.

Mentre lei è in isolamento, il mondo intero inizia a cantare per lei. In Italia il Quartetto Cetra sfida la censura e le minacce con la canzone Angela; oltreoceano, Mick Jagger scende in piazza a Parigi e con i Rolling Stones incide Sweet Black Angel, celebrando quella “ragazza in catene” che non smette di lottare. Persino John Lennon e Yoko Ono uniscono le loro voci nel brano Angela per chiederne la libertà. Il suo volto entra nei quadri di Renato Guttuso e sulle pareti di migliaia di case, diventando il simbolo di una generazione che ha smesso di aver paura.

Ma Angela non è rimasta prigioniera del suo mito. Una volta libera, ha continuato a insegnarci che non esiste vera libertà per le donne se non si abbattono anche le barriere della razza e della classe sociale. La sua voce continua a scuotere il sistema carcerario e arriva fino a noi, impressa sui muri delle nostre città, come nel ritratto di Jorit a Scampia, per ricordarci che la giustizia non è un’attesa, ma una trasformazione radicale che riguarda tutte e tutti.