
Ascolta la storia di Angela Davis
letta da Gioia Salvatori
Angela Davis nasce nel 1944 in Alabama, in un’America ferita dalla segregazione. Filosofa e attivista, trasforma la sua mente in un’arma per i diritti civili. Negli anni Settanta, il potere tenta di fermarla: viene arrestata con accuse infondate e finisce nella lista dei criminali più ricercati dall’FBI. Ma quel tentativo di silenzio fallisce: le sbarre della sua cella diventano trasparenti e il suo nome si trasforma in un grido globale.
Mentre lei è in isolamento, il mondo intero inizia a cantare per lei. In Italia il Quartetto Cetra sfida la censura e le minacce con la canzone Angela; oltreoceano, Mick Jagger scende in piazza a Parigi e con i Rolling Stones incide Sweet Black Angel, celebrando quella “ragazza in catene” che non smette di lottare. Persino John Lennon e Yoko Ono uniscono le loro voci nel brano Angela per chiederne la libertà. Il suo volto entra nei quadri di Renato Guttuso e sulle pareti di migliaia di case, diventando il simbolo di una generazione che ha smesso di aver paura.
Ma Angela non è rimasta prigioniera del suo mito. Una volta libera, ha continuato a insegnarci che non esiste vera libertà per le donne se non si abbattono anche le barriere della razza e della classe sociale. La sua voce continua a scuotere il sistema carcerario e arriva fino a noi, impressa sui muri delle nostre città, come nel ritratto di Jorit a Scampia, per ricordarci che la giustizia non è un’attesa, ma una trasformazione radicale che riguarda tutte e tutti.

